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 Quis est iste qui venit...
 
 ...preferirei essere il piu' misero tra gli uomini e avere con me i miei sogni, le mie passioni e il desiderio di volerli soddisfare, piuttosto che essere l'uomo piu' grande della terra e non avere ne' sogni ne' desideri nè passioni...
 
Carmine F. Petrungaro, figlio di Ida Leone e Antonio Petrungaro, è nato a Weinheim, in Germania, il 28 Giugno 1971, dove nel 1994 si è diplomato in odontotecnica. Ha vissuto però i primi 9 anni della sua vita ed infanzia a Campana, essendo stato cresciuto affettuosamente dai cari nonni materni Urso Giuseppina e Leone Filippo. Una vita beata in mezzo alla natura, tra capre, cavalli, giumente e asinelli, nel canyon di Campana, dove suo nonno aveva il riparo per il gregge e dove ricavava dal buon latte caprino la ricotta e il formaggio. Spiccano i ricordi delle lunghe corse nelle distese di felce, nei querceti e castagneti, affondando fino alle ginocchia nei torrenti rumorosi ed ingrossati dalle piogge autunnali. Purtroppo sono passati molti anni e si rammentano quasi solo i singoli episodi, ma quelli molto importanti. Di certo suo nonno Filippo ha avuto un grande ruolo nella sua vita e ha contribuito a plasmarla. Questo sicuramente lo influenza ancora oggi. Probabilmente è questo il motivo, perchè passa molto tempo nel borgo medioevale di Campana, alla porta della Trinità, sulla via bizantina e giù nella fiumara. Là, in quel misterioso luogo è rimasto qualcosa di suo nonno. Tra i ricordi, spiccano i suoi racconti carmine_18_mesidella guerra, dalle lunghe marce senza scarpe, perchè per la fame le aveva cotte in pentola e ne aveva mangiato il cuoio ammorbidito. I ricordi del duro lavoro nelle miniere di sale di Verzino. I ricordi del suo modo paesano di tagliare il pane spingendolo con il coltello verso il petto e il suo modo di stendere i piedi bagnati verso il focolare, quando rientrava fradicio dalla campagna e dalla raccolta delle castagne. Il suo modo di richiamare le capre, come si dice a Campana "secutare e crape". Inoltre, i ricordi più belli e affascinanti di suo nonno, quando rientravano insieme dalla Porta della Trinità, sulla groppa della giumenta nera, scalpitante ed impulsiva, con il suo forte rumore degli zoccoli che sbattevano nei vicoli del borgo antico e sulla piazza del ponte. Tutto ciò lo influenza ancora oggi. Non c'è mai stato un momento in cui non ebbe motivo di essergli grato per l'esempio che il nonno gli ha dato e i principi che ha installato in lui. Nel suo nonno Filippo era racchiusa l'essenza della vita, dell'umiltà del pastore-contadino-lavoratore, dell'uomo onesto e sincero.
 
Dopo i primi tre anni di scuola elementare, nel 1980, suo padre lo riportò in Germania dalla sua mamma Ida e dai suoi fratellini più piccoli Filippo e Giuseppe. Ma questo cambiamento radicale di vita, in quanto vissuta convulsa e frenetica, non servì a fargli dimenticare i nove anni della sua infanzia, vissuti a Campana, che hanno plasmato per sempre i ricordi ai nonni, alla quasi illimitata libertà, agli amichetti di scuola, al canyon con la sua fauna selvaggia, al richiamo notturno della civetta sui tetti, al profumo delle noci e delle mele "schiacciatelle" e a Campana con le sue processioni e i suoi vicoletti del borgo medioevale e le lucertole sulle tegole ondulate e spaccate dal sole cocente, lo hanno sempre accompagnato. L'improvviso cambio di vita nel 1980 lo ha vissuto come un trauma, essendo stato strappato da tutto ciò e dagli affetti con i quali era cresciuto. Campana però era rimasta ed è ancora oggi nei suoi pensieri. Ancora oggi ritornano e riaffiorano nei suoi sogni,  il canyon di Campana, le querce e la foschia della Sila autunnale. Intanto si abituò e si adattò presto alla vita della Germania, percepita inizialmente come un paese grigio e triste. Essendo un bambino molto adattabile, imparò in soli 6 mesi, a parlare la lingua tedesca come un bambino tedesco qualsiasi. La vita negli anni ottanta per lui scorre come per tutti gli altri giovani adolescenti della sua età. Scuola, calcio, amici, un drink nel locale preferito, la discoteca e il gioco alle stecche e alle freccette etc... La classica tappa della scuola media, poi due anni all'Istituto di Economia e Commercio ed infine, nel 1990 l'Istituto Professionale di Odontotecnica. Pur avendo preso professionalmente direzioni diverse, dal 1985 si è sempre dedicato per hobby e passione alla pittura, allo studio della Storia ed in particolare di Roma Antica e Bisanzio. Queste sue passioni a volte contribuirono a farlo apparire come un alieno, in mezzo alla massa di ragazzi che si interessavano solo per la discoteca, la birra e le sigarette, ai quali i nomi di Omero, Giustiniano e Ruggero suonavano come lingua cinese. Ma in qualche modo, l'interesse per Roma Antica e per Bisanzio era il legame diretto alla propria terra, alla Calabria che gli sembrava tanto lontana. La sua amata Calabria,  terra aspra, dolce e selvaggia, con la sua storia millenaria. Poi, nel 1994, dopo aver preso il diploma di odontotecnico, arrivò finalmente il momento di chiudere i conti con la Germania. Non si viveva male nel paese del buon cioccolato e delle torte a megastrati, ma anche dopo i 14 anni trascorsi dall'arrivo, i ricordi per Campana erano ancora troppo vivi ed ogni vacanza estiva trascorsa nel suo paesino aumentava la nostalgia, con lo stesso effetto del sale nella ferita. Da qui la decisione di ritornare nella sua terra di origine, nella terra dei suoi genitori e nonni, nella terra della sua gente. Per qualcuno fu una scelta affrettata ed insensata. Ma al cuore non si comanda.
 
carmine_karmainRitornare a Campana nel dicembre 1994, era come riprendere la vita laddove si era fermata 14 anni prima. Tra i primi disagi ci furono anche i momenti beati e anche tanti amici, che hanno trasformato gli anni di vita a Campana in un'esperienza unica. E infatti nei 5 anni trascorsi a Campana si è impegnato in attività politiche e culturali, con la grande fortuna di aver conosciuto e creato forti legami e amicizie con persone sincere come Salvatore Cava, Pasquale Chiarelli e Andrea Burza. Però la più grande fortuna è stata quella di aver conosciuto la donna della sua vita. La sua amata e adorata Lauretta. Grazie a lei e attraverso lei, ha potuto assimilare e riprendersi la cultura della sua terra di origine. Quella cultura che aveva perduto all'età di nove anni. Fu un vero processo di acculturazione che senza Laura non sarebbe stato possibile in breve tempo. Un Semibarbaro ritornato sotto il seno della Cultura Madre della sua Calabria bruzio--romano-bizantina. 14 anni sono tanti e per troppo tempo era stato esposto alla cultura tedesca. Ciò non significa che la disprezzava.  Niente affatto...anzi, conobbe dei Tedeschi che si sono sempre dimostrati di essere ottimi e sinceri amici o buoni colleghi di lavoro, con i quali andò molto d'accordo. Inoltre c'erano e vi sono tutt'ora legami affettivi con i Tedeschi. Specialmente con Ralf Wermund, il suo compagno di scuola e migliore amico tedesco, che conobbe nel 1983. Inoltre, si crearono forti legami con la famiglia Langnau. Una coppia anziana che conobbe  durante il periodo della scuola media e che si era legata affettivamente alla sua famiglia. All'inizio gli davano una mano nelle varie materie scolastiche, soprattutto in matematica, dove Carmne aveva delle piccole lacune. Ma con il passare del tempo questi gentili signori anziani erano diventati i suoi "zii tedeschi". E in effetti li chiamò  "Tante Mine" (zia Mine) e "Onkel Emil" (zio Emil).  Ancora oggi restano i bei ricordi delle lunghe passeggiate nelle foreste e nei castelli tedeschi, e i ricordi di Natale, della Pasqua e di tanti  compleanni trascorsi insieme a loro e ai figli. Durante  le  feste natalizie e la vigilia si usava cenare insieme e cantare "Heilige Nacht".  Proprio questo periodo fu uno dei più belli, tra quelli vissuti in Germania. Oggi purtroppo gli zii tedeschi non ci sono più, ma sono sempre rimasti nei suoi ricordi e nel suo cuore. Si potrebbe dire che Carmine dalla cultura tedesca ha sempre cercato per se stesso di adottare e filtrare il meglio, ci riuscì grazie ai suoi zii tedeschi. Senza dubbio, loro gli fecero conoscere la cultura tedesca, attraverso la letteratura tedesca di autori e poeti come Immanuel Kant, Hermann Hesse e le meravigliose fiabe dei fratelli Grimm. Trattasi di concetti e qualità che esistono e sono sopravvissuti solo nella Germania vecchia e che contraddistinguono il suo popolo più anziano. Attenzione, non da confondere con i classici preconcetti che  conosciamo dai libri di storia, quando si parla di seconda Guerra Mondiale. Però lui stesso non si era mai sentito a suo agio, ogni volta che scoprì di pensare a volte come un Italiano e a volte come un Tedesco. Troppo spesso era in conflitto con se stesso. Cosa si poteva fare per evitare quel conflitto interno? Doveva semplicemente ritornare ad essere un Italiano, plasmando e conciliando il suo lato tedesco con quello italico e calabrese. Un processo non facile ed impensabile senza l'appoggio morale e la pazienza della sua amata Laura. Un'altra occasione per la sua cosiddetta assimilazione ed italianizzazione si presentò con il rientro in Italia, a Pavia nel 2001, ma  quello più importante a novembre 1995, quando dovette partire per il servizio di leva e il carro a Foligno (Umbria). Qui cominciò a perfezionare la sua parlata e le sue nozioni della lingua italiana. Il suo accento tedesco non si poteva ignorare. Poi, nel mentre_riceve_il_premio_per_il_sito_campanaelefante.com1996 ha svolto orgogliosamente il servizio militare presso il Celio, Policlinico Militare di Roma, in qualità di aiutante di sanità, nel reparto di Cardiologia e Stomatologia. Il Celio, l'ospedale  militare per eccellenza. Anche questa un'esperienza unica, con amici che non si dimenticheranno mai più nella vita. Poi, dopo la leva, il ritorno a Campana nel novembre 1996, al quale segui un breve periodo di disoccupazione, che con una buona dose di volontà e con la giusta filosofia e capacità di adattamento fu superato con qualche lavoretto stagionale. Poi finalmente il ritorno nella sua professione come odontotecnico. Svolgere questo mestiere non è mai stato redditizio, se non si è indipendenti e si dispone di un proprio laboratorio. Purtroppo non ebbe la fortuna di conoscere come datore di lavoro la persona giusta. Conobbe un filibustiere. Un personaggio poco serio e per nulla coerente. Solo la passione per questo bellissimo mestiere lo fece resistere per molti anni, per restare nella sua terra. Ma alla fine il buon senso, il ragionamento  e il proprio orgoglio ebbero la meglio sulla passione.  Prevalse la decisione di ripartire per la grigia e triste Germania. Non era una decisione facile. Arrivato nella terra santa dell'industria, approdò nella ditta per la quale lavora ancora oggi. In una nota azienda che opera in tutto il mondo nel settore di Robotica e Automazione Industriale. Qui  il  lavoro era ben retribuito e dava serenità. Ma la fidanzata, Campana e l'Italia si erano create il loro grande spazio nel proprio cuore e il pensiero di ritornare in Patria era presente fin dall'inizio. E così fu. Infatti dopo aver frequentato dei corsi intensivi  presso lo stabilimento è ritornato in Italia. Attualmente vive a Pavia e lavora come tecnico commerciale nel settore dell’Automazione Industriale, fungendo da interfaccia tra la casa madre tedesca e la filiale italiana. Questo è Carmine Petrungaro e si potrebbe dire che la sua vita l'ha vissuta da vero nomade. Un Alarico in cerca della sua terra e delle sue origini. Ed è per questo che ha voluto realizzare questo sito, con il quale vuole dare un altro contributo al suo amato paese e creare un legame eterno con la sua gente. Un legame con Campana e con i luoghi dove suo nonno visse... Uno dei tanti motivi perché si sente molto legato a Campana, alla Calabria e al Sud. Non basta semplicemente saper creare un sito e pensare che la cosa è fatta. Ci vuole la passione anziché il disprezzo per il proprio paese. Ci vuole la vita vissuta  per esso. Ci vuole la volontà e la comprensione etico-culturale per la propria gente. Ci vuole l'orgoglio della propria identità e per trovarlo bisogna conoscere le proprie radici e la propria storia. Non sarebbe sufficiente creare solo un sito del nostro paese, se non conosciamo nemmeno la sua storia e la gente che la fece [la storia]. Sarebbe troppo semplice  pensare di averla fatta  franca in questo modo.  Senza passione, amore e conoscenza del proprio passato, tutto sarebbe patetico ed anacronistico... come un involucro senza anima.

  con_la_sua_laura
  Con Laura, amore e palpito del suo cuore

 premio

Nell'agosto 2008 il suo impegno come web master e per aver diffuso l'immagine di Campana nel mondo, è stato premiato dall'Amministrazione Comunale e dalla cittadinanza di Campana. Si deve però aggiungere, che oltre a tali riconoscimenti, ha anche ricevuto dai soliti disfattisti, che non credono più nella rinascita culturale e morale di Campana, la critica di essere un nostalgico che vede il proprio paese in un contesto troppo romantico.  E' vero che Petrungaro è un idealista con l'orgoglio della propria identità e con la comprensione etico-culturale per la propria gente e, per questo motivo tali critiche le ha prese piuttosto come complimenti e con la giusta ironia e filosofia, alle quali risponde con le seguenti parole:


"Se oggi non valgo nulla, non varrò nulla nemmeno domani; ma se domani scoprono in me dei valori, vuole dire che li posseggo anche oggi. Poichè il grano è grano, anche se la gente dapprima lo prende per erba".

 
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