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Pezzi Unici - Mostra d'Arte di Giovanni Bailoni E-mail
Scritto da Carmine F Petrungaro   

giovanni_bailoni_campanaelefantePezzi Unici - Mostra d'Arte di Giovanni Bailoni - Presso i locali della galleria “Il Transito” di Arco, si è svolta l'anno scorso a dicembre, la mostra dell’artista Giovanni Bailoni, di Riva del Garda (TN), che da molti anni torna nel nostro paesino, divenendo così Campanese per passione. Questa è la terza mostra di Bailoni, dopo "Da cosa rinasce...cosa" dello scorso anno e "Argent'ieri" del 2009. L'attenzione di Giovanni è stata attirata dall’elefante di Campana, che fu fonte d’ispirazione per il suo progetto già avviato da qualche tempo. Campana ha mostrato per l’ennesima volta, di essere l’ombelico di un mondo artistico, che ispira i suoi cittadini dediti alla cultura, giornalisti, viaggiatori e letterati a riflettere, a scrivere e a creare. Così, anche l’elefante di Campana, in virtù di monumento campanese per eccezione, ha assunto un forte valore simbolico, divenendo fonte suggestiva d'ispirazione per grandi progetti, compreso quello del caro amico Giovanni Bailoni.

Nell’agosto dell’anno scorso, dalla richiesta di Giovanni di fornirgli una foto con prospettiva frontale dell’elefante di Campana, è scaturita la creazione di una delle più belle opere d’arte. Quel genere di foto non mancava di certo nel mio repertorio e appena consegnata questa a Giovanni, iniziarono i lavori di assemblaggio con materiali in disuso, scovati qua e là nei labirinti di Campana.

Carmine F. Petrungaro

 
 Giovanni Bailoni da tempo impegnato a riscoprire  nuovi utilizzi per materiali e oggetti in disuso, un artista che possiede amore per il bello, passione per tutto ciò che ha storia, unita ad un pizzico di genialità. Per molti anni si è dedicato all’arte di costruire sorrisi, avendo fatto per un trentennio l’odontotecnico.  Le abilità artistico-professionali le ha nel tempo riqualificate in un’arte nuova. Creare pezzi unici partendo da frammenti di legno, ferro, manufatti di vario tipo portati alla luce scandagliando la spiaggia del mare, setacciando il letto di un fiume oppure rovistando in cantine e soffitte di case abbandonate. Materiali ricchi di passato, testimoni di memoria, di fatiche, con i quali l’artista entra in relazione identificandone le potenzialità per trasformarle in rapporti spaziali che gli permettono di dare visibilità alla natura nascosta delle cose. L’artista in questa rassegna trae  dal legno e dalla lamiera abbandonati a se stessi e buttati via, dimenticati, l’ispirazione per realizzare contaminazioni tra materiali diversi che, formattati in oggetti, sono in grado di provocare a ciascuno di noi emozioni, ammirazioni, riflessioni, dialoghi tra passato e futuro. Da questa intensa relazione nasce “PEZZI UNICI”, rassegna di oggetti tridimensionali e polimaterici, che possono valorizzare, arredare, abbellire, “far sorridere” qualsiasi ambiente dimostrando come riciclare materiali possa, fra le altre cose, trasformarsi “in arte”.
Claudio Stedile

La meravigliosa storia dell’elefante
Nel tempo antico, in un paese dell’Arabia Felice, regnava il califfo Omar, uomo ricchissimo, ben voluto per la sua saggezza, di larghe e lungimiranti vedute.  Un giorno diede l’incarico ad un suo servo fidato di trovare nel regno un certo numero di persone che non avessero mai visto nella loro vita un elefante. Trovatele, le radunò intorno ad un sontuoso banchetto al termine del quale diede ordine che venissero bendate, quindi fece introdurre al centro del locale un grande elefante. Il califfo a questo punto disse: “davanti a voi sta un elefante: toccatelo, palpatelo, cercate di comprendere cos’è. Colui che darà la risposta giusta sarà lautamente ricompensato”. Uno degli ospiti dopo aver toccato minuziosamente l’elefante esclamò: “l’elefante è una colonna !” “No”, esclamò un secondo ospite, “l’elefante è una tromba” !” Evidentemente aveva toccato la proboscide. Intervenne un terzo uomo che aveva toccato un orecchio dicendo: “l’elefante è un ventaglio !”  Tra gli uomini bendati regnava il disaccordo  perché ognuno aveva la presunzione di conoscere l’intero pur avendone toccato una piccola parte. Il saggio Omar rivolto ai suoi ministri nel frattempo arrivati disse loro: “CHI NON SI SFORZA DI AVERE DELLA REALTA’ UNA VISIONE PIU’ AMPIA POSSIBILE, MA SI ACCONTENTA DEGLI ASPETTI SEPARATI E PARZIALI SENZA METTERLI IN RELAZIONE TRA LORO POTRA’ CONOSCERE A FONDO TUTTE LE RUGHE CHE CI SONO IN UNA ZAMPA DELL’ELEFANTE, MA L’INTERO ELEFANTE NON LO VEDRA’ MAI”.

La storia dell’elefante fece il giro della città e piacque molto alla gente al punto che nacque l’idea di costruire il monumento all’elefante alla cui realizzazione parteciparono tutti i cittadini.
 
In queste sagge parole possiamo forse intuire una simpatica allusione alle tante teorie, che circolano sull’sito dell’Incavallicata e sull'elefante. Traspare l’invito, o forse l’ammonimento ai cittadini campanesi, di partecipare tutti insieme alla ricostruzione di Campana e alla sua cultura. Uniti dall’elefante di Campana, in virtù di monumento e guida, a costruire e con saggezza, lungimiranza e vedute più ampie il futuro del proprio paese. Ovviamente non deve mancare la fantasia e la suggestione...
 
Carmine  F. Petrungaro

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