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Il nostro Centro Storico - Quo Vadis Campana - Convenzione UNESCO E-mail
Scritto da Carmine Filippo Petrungaro   
quo vadis CAMPANA?
 
Affreschi, clicca per ingrandire la foto
Cari amici, avevo fatto questa mia denuncia morale nel novembre 2006. Inizio citando una piccola parte del testo della convenzione dell'UNESCO, "Considerato che la degradazione o la sparizione di un bene del patrimonio culturale e naturale è un appoverimento nefasto del patrimonio di tutti i popoli del mondo", voglio richiamare la vostra attenzione sul tema, anzi, lo farò affinché sia gli esponenti della politica sia quelli delle associazioni culturali ed ambienti universitari facciano qualcosa di concreto,  per far sparire questo spettro di Campana. Uno spettro del quale non dobbiamo essere orgogliosi. Mi sono reso conto dello stato di abbandono e completo degrado del centro storico, quando avevo soli 11 anni, quando andai a cercare la casa dei miei nonni, dove loro hanno vissuto e cresciuto mia madre e i miei zii. Scoprì che il luogo delle mie stesse origini, quella casetta era scomparsa, lasciando il posto ad un orto di sconosciuti, nel quale ancora oggi vengono piantati fave, fagioli e pomodori. Da allora mi resi conto quanto poco tempo ci vuole per far scomparire un pezzo di storia. Storia greca, bruzia, bizantina, normanna e aragonese, racchiusa nel nostro centro storico. Un pezzo delle nostre origini, della nostra identità...
 
E' mio personale dovere, come cittadino campanese, e anche di questo portale di tutti i Campanesi e della mia generazione, dare al nostro paese morente, una spinta morale ed un apporto materiale. Forse è arrivato il momento di richiamare l'attenzione dell'UNESCO. Ad 11 anni rimasi talmente deluso, di non poter vedere la casa dei miei nonni, che iniziai a riflettere sullo stato di quel luogo straordinario, intriso di storia millenaria. Ma ad 11 anni un bambino non riceve ascolto e non ha il veto sugli errori degli adulti.
 
Il nostro centro storico ricco di storia e degno di attenzione, ma sempre trascurato da tutte le amministrazioni, è in stato di vergognoso degrado e abbandono. Il sito è di notevole bellezza sia estetica che storica. Case signorili ottocentesche con affreschi e archi, la vecchia torre dell’orologio, la torre greco-normanna della chiesa Matrice e la sua cripta sono gli ultimi baluardi, in mezzo ad un deserto di ruderi e catapecchie in rovina.
 
case-signorili I cittadini di Campana sarebbero ben contenti se dopo decenni l’antico quartiere normanno tornasse fra gli interessi della Pubblica Amministrazione, per arrestare il vistoso processo distruttivo dell’erosione. Sicuramente non se ne può fare una colpa all'attuale amministrazione e al sindaco Dott. Pasquale Manfredi, dato che la situazione attuale è stata ereditata dalle precedenti amministrazioni che hanno mostrato poco impegno. Ci si può solo appellare alla nuova amministrazione di intervenire il più presto possibile. Le antiche mura con fondamenta di tempi remoti, dell’epoca dei Bruzi, Bizantini e Normanni hanno visto giorni migliori fino agli anni 50 dell’ultimo secolo, nonostante abbiano subito tanti terremoti. Poi man mano che la gente cominciò a spostarsi verso il bivio di Santa Croce, iniziò un nuovo processo di urbanizzazione in altre zone. E da li in poi ebbe inizio l’indifferenza, da parte delle future amministrazioni. Il centro storico invece, dovrebbe essere al centro della vita del nostro paese. Centro storico che vuol dire spazi monumentali da far rivivere e trasformare in luoghi di meta di turismo culturale, con spazi per piccoli pub sotterranei, hotel e ristoranti con terrazzi e vista panoramica sulla fiumara e sui colli del monte Calamacca.

  Dvia-bizantina Clicca per ingrandirea non dimenticare l’antica via bizantina, chiamata “romana” nel gergo dei cittadini Campanesi, perché erroneamente ritenuta tale, a causa dell’aspetto e, solo in apparenza, lastricata simile ad una via romana. Essa rappresenta già da sola un monumento storico, che meriterebbe maggiore attenzione, dato che sta andando letteralmente in pezzi e sta condividendo lo stesso destino del centro storico. Nei decenni trascorsi vi sono stati alcuni timidi tentativi di restauro di alcuni edifici più imponenti. Ma i lavori furono eseguiti senza un progetto adeguato e senza tener conto dello stile architettonico, sia ottocentesco sia medioevale e cioè di stampo greco-normanno. I criteri e la filosofia applicati in quei tempi sono ancora un mistero. Innanzitutto non furono usati dei materiali originali, bensì del cemento volgare, non molto estetico.

stranezze-architettoniche Clicca per ingrandire In alcuni casi furono distrutte le bellissime finestre con cornice di stile ottocentesco e sostituite da piastre di semplice marmo, disposte in rettangolo che ricordano l’arte del cubismo. Vi sono anche alcune facciate sulle quali, gli interventi di restauro hanno prodotto degli ibridi. Detto in termini artistici, per rendere l’idea, immaginate un dipinto composto dallo stile astratto di Pablo Picasso e fuso con quello estetico del realismo del grande Caravaggio. Lo scempio è visibile ancora oggi e l’opera “vandalo-ostrogota” dal punto di vista estetico ha fatto più danno dell’erosione stessa. Il turista che oggi va a farsi una passeggiatina nel nostro borgo antico, non sarà tanto cieco da non notare tali stranezze architettoniche. Avrà sicuramente l’impressione di trovarsi in un posto trascurato, con i lavori e i cantieri lasciati a metà e abitato da gatti e cani randagi. Risaltano molto le impalcature arrugginite e i tetti di latta degli anni 80-90. E questo non farà una buona pubblicità al nostro amato paese Campana. Se il paese vuole costruirsi una buona immagine, non basterà la promozione da sola. Bisogna attivarsi tempestivamente e soprattutto avvalendosi del supporto di uno staff di esperti in materia architettonica, storica,  geologica e naturalmente in edilizia. impalcature Clicca per ingrandire E’ chiaro che l’umile intervento e lavoretto di “mastru Totonnu” sono fuori luogo, se si vuole fare le cose con serietà e in modo appropriato. Per queste cose ci servono gli specialisti. Bisogna ricordare che qui interveniamo su edifici e monumenti di valore storico. Bisogna coinvolgere e concentrare in un unico grande progetto tutte le risorse di Campana. Vale a dire il restauro del centro storico,  il rinnovo e la realizzazione di infrastrutture, il rilancio culturale (non solo sagre) e politico del nostro paese, le sue risorse ambientali e agricole. Ed è inutile trovare anche le scuse della mancanza dei fondi. Argomento non valido signori miei! Bisogna solo sapersi attivare e contattare le istituzioni giuste, per ottenere l’assegnazione regionale di fondi dall’Unione Europea. Fondi europei, che se richiesti in tempo, daranno al comune la possibilità di elaborare nuovi progetti di rilievo. Cosi hanno già fatto tanti altri comuni nei dintorni di Campana. Per citare alcuni esempi: Mandatoriccio, Cariati, Mirto Crosia, Rossano e tanti altri paesi. Solo il comune di Mandatoriccio ha avuto la recente assegnazione regionale di fondi europei per circa 51 milioni di Euro.
 
impalcature-arrugginite Clicca per ingrandire Valorizziamo il centro storico e tutte le altre risorse. Non concordo con chi sostiene, che il turismo a Campana è solo una favola. Bisogna crederci: Campana può diventare un modello. Ricordiamoci che non tutti i paesi limitrofi hanno un centro storico come il nostro. Alcuni sono nati in tempi più recenti e hanno meno storia da esibire. Noi Campanesi però, abbiamo un tesoro sotto gli occhi che, continuiamo a trascurare. Lo stato di degrado e abbandono sono arrivati a tali livelli, che un domani sarà troppo tardi. E’ bello che ci ricordiamo delle nostre sagre, dell’antica fiera della Ronza, delle processioni etc…ma non dobbiamo concentrarci solo su queste cose. Oltre alla promozione che ancora non è stata avviata in modo appropriato, dobbiamo ricostruire il centro storico e la via bizantina che, insieme all’elefante di Campana costituiranno la base del nostro futuro turismo. Come già accennato, e lo ripeto ancora: il centro storico dovrebbe essere al centro della vita del nostro paese. Centro storico che vuol dire spazi monumentali da far rivivere e trasformare  in luoghi di meta di turismo culturale, con spazi per piccoli pub sotterranei, hotel e ristoranti con terrazzi e vista panoramica. stato-di-degrado-e-abbandon Clicca per ingrandire la foto Gli hotel saranno di vitale importanza, per trattenere la gente nel nostro paese, altrimenti questi andranno a spendere i loro soldini altrove, non avendo un posto per il pernottamento. Poi da aggiungere i "Bed and Breakfast", i nuovi itinerari turistici per gli appassionati di storia, natura, funghi oppure la caccia. Certamente dobbiamo avvalerci della collaborazione dei tour operator. E mi chiedo ancora perché a Campana non siano sorti i locali di agriturismo? Anche in questo caso dobbiamo purtroppo prendere gli altri paesi come esempio. Accade troppo spesso che stiamo con le mani in mano a guardare come fanno gli altri. Do la massima ragione ai cittadini che fanno riferimento alla iniziative private. Me lo sto chiedendo da un po’ di tempo, perché la Cavesa non sia ancora finita in mano di qualche azienda privata o di qualche catena alberghiera, che avrebbe tutto da guadagnarci. Per attirare questi investimenti privati, bisogna rendere il territorio abbastanza attrattivo, dal punto di vista di imposte comunali. Comunque devono essere anche Regione Calabria e la Pubblica Amministrazione ad impegnarsi, ad indicare e comunicare alle aziende, come ottenere le assegnazioni di fondi europei. Le Regioni che sembrano avere le migliori performance e che stanno facendo un buon utilizzo dei fondi europei sono la Basilicata a la Campania. Buone performance sono state registrate anche dalla Puglia e un discreto livello anche dalla Sardegna. Purtroppo la regione più indietro, e mi dispiace dirlo è la nostra Calabria, perché non ha adeguate capacità di sviluppo progettuale. E' un problema che ha molti aspetti. Il primo è la mancanza di comunicazione da parte delle Pubbliche Amministrazioni, che purtroppo in alcune Regioni d'Italia sono piuttosto inefficienti da questo punto di vista, cioè non mettono al corrente le imprese di tutte le opportunità a loro disposizione. Basta con gli slogan ripetuti ogni 5 anni alle elezioni. Ora bisogna rimboccarsi le maniche e fare sul serio.

Carmine F. Petrungaro
 
Vai alla Convenzione UNESCO: 

 


La Convenzione

PARIGI 16.11.1972
Materia: RECUPERO E PROTEZIONE DI BENI CULTURALI - ECOLOGIA
CONVENZIONE RIGUARDANTE LA PROTEZIONE SUL PIANO MONDIALE DEL PATRIMONIO CULTURALE E NATURALE
Data Firma Accordo: 16/11/1972

Vigenza Internazionale: >17.12.1975
Accordo Tipo: MULTILATERALE
Provvedimento Legislativo: L. N. 184 DEL 06.04.1977 - GU N. 129 DEL 13.05.1977
Data della Ratifica, Notifica,Adesione: ADERITO IL 23.06.1978.
COMUNICATO IN GU N. 261 DEL 18.09.1978
Depositari accordo: UNESCO


La Conferenza generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, riunita a Parigi dal 17 ottobre al 21 novembre 1972 in diciassettesima sessione,

Costatato che il patrimonio culturale e il patrimonio naturale sono vieppiù minacciati di distruzione non soltanto dalle cause tradizionali di degradazione, ma anche dall’evoluzione della vita sociale ed economica che l’aggrava con fenomeni d’alterazione o distruzione ancora più temibili,

Considerato che la degradazione o la sparizione di un bene del patrimonio culturale e naturale è un appoverimento nefasto del patrimonio di tutti i popoli del mondo,

Considerato che la protezione di questo patrimonio su scala nazionale rimane spesso incompleta per l’ampiezza dei mezzi necessari a tal fine e su l’insufficienza delle risorse economiche, scientifiche e tecniche del paese sul cui territorio il bene da tutelare si trova,

Ricordando che l’Atto costitutivo dell’Organizzazione prevede che questa aiuterà il mantenimento, il progresso e la diffusione del sapere vegliando alla conservazione e protezione del patrimonio universale e raccomandando ai popoli interessati convenzioni internazionali a tal fine,

Considerato che le convenzioni, raccomandazioni e risoluzioni internazionali esistenti in favore dei beni culturali e naturali dimostrano l’importanza, per tutti i popoli del mondo, della tutela di questi beni unici e insostituibili indipendentemente dal popolo cui appartengono,

Considerato che certi beni del patrimonio culturale naturale offrono un interesse eccezionale che esige la loro preservazione come elementi del patrimonio mondiale dell’umanità,

Considerato che dinanzi all’ampiezza e alla gravità dei nuovi pericoli spetta alla collettività internazionale di partecipare alla protezione del patrimonio culturale e naturale di valore universale eccezionale mediante un’assistenza collettiva che, senza sostituirsi all’azione dello Stato interessato, la completerà efficacemente,

Considerato che è indispensabile adottare a tal fine nuove disposizioni convenzionali per attuare un efficace sistema di protezione collettiva del patrimonio culturale di valore universale eccezionale, organizzato permanentemente e secondo metodi scientifici e moderni,

Dopo aver deciso nella sedicesima sessione che questo problema sarebbe stato oggetto di una Convenzione internazionale,

Adotta in questo sedicesimo giorno di novembre 1972 la presente Convenzione.

 

 

Questa mia denuncia e appello sul nostro centro storico e sugli spettri di Campana, è stata gratificata dal grande intervento dell'amico e giornalista Luigi Chiarello, che si è associato con un'analisi approfondita e ben mirata.Vai all'intervento dell'amico Luigi Chiarello, clicca sul titolo sottostante:

Fuori dai denti!!! 

Vai pure all'articol "Itinerari turistici nell territorio di Campana" Clicca  

Oppure lascia un commento nel riquadro sotto riportato 

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Visitatore   |2008-05-06 14:39:26
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