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La strage di Portella delle Ginestre - Narrazione interpretata da Antonio Grillo E-mail
Scritto da A cura di Carmine Petrungaro   

 Video - La strage di Portella delle Ginestre - Un canto popolare, scritto dal poeta siciliano Ignazio Buttita ed interpretato in questo filmato dall'amico Antonio Grillo (Associazione Culturale Calabria Logos). La colonna sonora è di  Otello Profazio. Girato a Campana (CS), nel dicembre 2007, nello studio di Antonio. Voglio comunicarvi pure con molto piacere che il filmato è stato apprezzato anche dalla radio culturale RadioCalabria.com e lo ha aggiunto nella sua pagina online...

 

 
 
La mattina del 1° maggio 1947 qualche migliaio di contadini provenienti dai paesi che circondano la Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, si recano a Portella della Ginestra, una località nella Piana sovrastata dalle colline della Pizzuta e della Cometa, per festeggiare il 1° Maggio, la festa del lavoro. Non è un’occasione speciale perchè su questo pianoro, per vecchia tradizione, ogni anno sogliono raccogliersi le popolazioni della zona per celebrare, unite, l’unica festa che li compensi di un anno di duro lavoro e sacrifici nei campi... Vestiti coi soliti abiti neri e frusti da anni di miseria, centinaia di braccianti, seguiti da mogli, figli, parenti, accompagnati da muli, somari e tante bandiere rosse, salgono su uno dei colli dove alle 10.30, il Segretario socialista di Piana degli Albanesi, il paese omonimo, deve tenervi un discorso. L’oratore ha appena iniziato a parlare che una sventagliata di mitra lo ammutolisce. Il tempo di chiedersi cosa succede che il mitra ritorna a sparare, questa volta, ad altezza d’uomo. Invano la folla si nasconde dietro i massi cercando scampo in tutte le direzioni - il fuoco continua implacabile a mezza costa del monte Pizzuta per circa venti minuti. Poi il silenzio, rotto dalle grida inumane delle madri che non hanno potuto nascondere i propri figli. Gli uomini sono sbigottiti, cominciano ad uscire dai ripari più disparati in cerca dei propri cari. La collina è costellata di corpi appiattiti al suolo. La terra ha subito assorbito il loro sangue. Non sembrano morti ma alla fine si contano 8 vittime e 33 feriti fra cui donne e bambini. In seguito, i morti accertati saliranno a 11 ed i feriti a 56. Nessuno riesce a capire chi ha sparato e perchè. Non c’è stata nessuna provocazione, nessun litigio. Sembra pura e semplice spietata criminalità. Questo è il bandito Salvatore Giuliano, Turiddu, come lo chiamano i siciliani. Che a sparare dalle alture, sulla folla radunata a celebrare la festa del lavoro, erano stati i suoi uomini, gli italiani lo scopriranno solo quattro mesi dopo, nell’autunno del 1947. 

Film di Carmine Petrungaro

Campanaelefante.com 


 


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