| Fossili nel Canyon di Campana |
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| Scritto da Carmine F. Petrungaro | |||||
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Care amiche e amici, questo articolo l'ho lanciato nell'Otttobre 2007. Vorrei riproporvelo, dato che l'amico Francesco Malafronte, che da quest'anno è diventato collaboratore ufficiale di Campanaelefante, è stato così gentile ad inviarci delle bellissime foto della sua collezione di fossili. Si tratta di ammoniti e denti di squalo, che l'amico Francesco ha trovato nel territorio campanese. Ovviamente non possiamo dire dove sono stati trovati i denti di squalo....resta un nostro piccolo segreto...
Ovunque si vada, nel territorio di Campana possiamo trovare dei fossili di varie qualità, bellezza ed età, come ad es. nella zona del cimitero e della fiera della Ronza le grosse conchiglie, i clypeaster (riccio di mare) a forma pentagonale e perfino qualche dente di squalo. Trattasi di fossili di epoca più recente, come il Miocene e l'Eocene, di 1-50 milioni di anni fa. Ma se ci spostiamo nel canyon di Campana ci imbattiamo nei fossili più remoti, come Ammoniti, gli "Ammonoidi" (molluschi a forma di chiocciola) del Cretacico, Giurassico e Carbonifero di 65 e 330 milioni di anni fa. Nel video che segue vediamo un'escursione nel canyon, in cerca di Ammoniti, con i protagonisti Massimo Ionfrida (turista milanese) e Antonio Leone (ziu Totonnu)...e me, come Boy-Scout e guida turista. Io personalmente ho iniziato a raccogliere le prime conchiglie, quando avevo 11 anni...ma dal 1998 ho iniziato grazie all'amico geologo Andrea Burza, ad avvicinarmi e ad appassionarmi ancora di più al mondo dei fossili. Non mi resta che augurarvi una buona visione delle foto, del video e una buona lettura Carmine Petrungaro Guarda le foto della collezione di Francesco Malafronte - Cliccaci sopra per ingrandirle:
Guarda il video dei fossili nel canyon di Campana:
Qualcosa in più sui fossili calabresi Un fossile è: Il fossile è qualsiasi traccia, impronta o resto di organismo, animale o vegetale, vissuto nel passato geologico.
Esempio Ammoniti del canyon di Campana: Le Ammoniti (Ammonoidi) sono un gruppo estinto di Invertebrati. Sono vissute sulla Terra per circa 330 milioni di anni. Sono scomparse insieme ai Dinosauri circa 65 milioni di anni fa con la fine del Cretacico. Erano Cefalopodi, Molluschi marini predatori. Si conserva la conchiglia riempita di calcare. La conchiglia, madreperlacea, era secreta man mano che l’animale cresceva. Serviva da protezione delle parti molli e permetteva all’Ammonite di galleggiare grazie al sifone, un tubo che correva lungo tutta la conchiglia e che si riempiva di gas alleggerendone il peso. L’interno della conchiglia era diviso in tante camere separate da setti e solo nell’ultima camera si trovava l’animale. Il contatto di questi setti con la conchiglia esterna si chiama sutura. Le suture sono molto caratteristiche e costituiscono un strumento importante nella classificazione delle ammoniti. Le forme erano molto varie: a spirale piana più o meno stretta, a spirale elicoidale, leggermente ricurva, diritta e così via... Possono poi presentare nodi, spine, tubercoli, creste, coste. Molte di queste forme sono presenti negli esemplari esposti nella nostra vetrina. Questa diversità indica probabilmente che le Ammoniti si erano adattate ad habitat diversi. Le Ammoniti sono note all’Uomo fin dall’antichità. Venivano chiamate Pietre di Ammone per la rassomiglianza con le corna di Ammone, dio egizio della vita e della fertilità ed erano apprezzate per la loro bellezza geometrica. Solo nel 1700 furono riconosciute come resti di antichi organismi. Come si è formata l'Ammonite: Quando l'ammonite è morta, è caduta sul fondo marino; la sabbia l'ha sommersa, le sostanze organiche si sono decomposte. La conchiglia vuota si è riempita della sabbia presente sul fondo. Questo processo di sostituzione è detto fossilizzazione. La roccia in cui si è formato il nostro fossile è calcare. Altri processi di fossilizzazione sono: Conservazione per carbonizzazione, conservazione per impronta, conservazione di tutto il corpo. Conservazione per carbonizzazione: è il caso dei carbon fossili derivati dai resti delle grandi foreste del Paleozoico. I batteri anaerobi (cioè quei batteri che vivono in assenza di ossigeno) hanno eliminato dai tessuti vegetali l’ossigeno, l’idrogeno e l’azoto mentre li hanno arricchiti di carbonio. Conservazione per impronta: è il caso degli animali in cui le parti interne molli sono protette da un guscio. Lentamente sedimenti finissimi riempiono l'interno del guscio diventando compatti. Resterà l'impronta della superficie interna quando il guscio si disintegrerà. Allo stesso modo si sono conservate le impronte delle zampe nelle piste di spostamento, i solchi lasciati nel fango da animali striscianti, le uova fossili. Conservazione di tutto il corpo: è il caso, piuttosto raro, di mammut, ritrovati in Siberia, imprigionati nei ghiacci; di due dinosauri mummificati nella sabbia del deserto per rapida disidratazione; degli insetti, dei ragni e di piccole parti vegetali conservati nell'ambra. Collezionare fossili è un hobby la cui popolarità è aumentata in modo considerevole negli ultimi anni. L'attrazione che quest'attività suscita è facilmente comprensibile: in essa si combinano l'entusiasmo della scoperta, l'abilità nel collezionare e preparare gli esemplari e la sfida accademica dell'identificazione dei resti fossili. Esistono pochi altri settori della scienza nei quali gli appassionati alle prime armi possono fornire un valido contributo alla conoscenza della preistoria del nostro pianeta e della Calabria. A richiesta organizzo per voi escursioni in tutto il territorio di Campana, nei mesi Agosto e Dicembre. Per maggiori informazioni potete contattarmi all'info Carmine Petrungaro Campanaelefante.com
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