| Video - Tessenjutsu Kata |
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| Scritto da Carmine Filippo Petrungaro | |||||||
Tessenjutsu Kata di Danila Migliarese -
Tessenjutsu, l'Arte del Combattimento del Ventaglio
Molti Campanesi pensano di aver assistito nella serata del 18 Agosto ad una semplice ed elegante danza di una giovane donna... Ma niente affatto. Si sbagliavano e solo gli esperti e gli iniziati alle discipline delle arti marziali sapevano di cosa si trattasse realmente. Quella che per molti di noi comuni mortali sembrava una danza innocua, che conferiva tanta eleganza alla giovanne Danila Migliarese, rappresenta in realtà il "Tessenjutsu", cioè l'Arte del Combattimento del Ventaglio...
Danila Migliarese, si può dire, è l'orgoglio del Maestro Enzo Migliarese, Responsabile Tecnico del Karate, per la Calabria. Danila Migliarese ha raggiunto il "3° dan",
che nella gerarchia dei gradi delle cinture nere nelle arti del Karate, si suddivide in yudansha (grado del guerriero) e kodansha (grado della spiritualità), cioè in gradi di maestria tecnica e maestria spirituale. Per arrivare a questo livello ci vuole tanta autodisciplina e volontà mentale e fisica. Danila ci ha mostrato durante la serata del 18 Agosto il Kata del ventaglio "Tessenjutsu", cioè l'arte del combattimento del ventaglio...originario della città nipponica Okinawa, che vedremo nel video sottostante. Prima però, permetteteci di divagare ancora un po' sui ventagli: I ventaglli erano e sono ancora usati nelle grandi cerimonie o come ornamento. I ventagli giapponesi e cinesi sono
considerati da sempre esemplari di artigianato di una eleganza senza pari, ma
anche un’arma letale specializzata dell’epoca feudale dei grandi Shôgun. In Giappone il ventaglio, detto "tessen" in giapponese, era largamente impiegato da individui di tutte le
classi per gli usi più diversi, dall’agricoltura (per dividere riso, grano e
cereali) agli elementi di estetica nelle rappresentazioni teatrali, oppure nelle
arti come la danza e la poesia fino ad arrivare agli usi sociali. L'etichetta del tempo vietava di portare armi all'interno di abitazioni e
castelli, per cui i tessen venivano indossati dai samurai come parte
dell'abbigliamento, come era usanza fare con i ventagli normali, che avevano un
ruolo nelle buone regole della società giapponese. Venivano portati sia infilati
nell'obi (la cintura) o tenuti in mano e potevano essere utilizzati come difesa
improvvisata. Il ventaglio corrispondeva, infatti, anche ad un’arma letale
utilizzata non solo dai valorosi guerrieri bushi, ma anche dai membri di ogni
classe sociale giapponese.
Il tessen aveva numerose funzioni legate all’interesse del bushi: il
guerriero poteva infatti usarlo in combattimento per:
o anche per sviluppare quella coordinazione generale necessaria nella
sofisticata strategia delle arti marziali giapponesi. La concentrazione
richiesta è, infatti, altissima: senza compiere un singolo movimento superfluo
occorre saper mostrare una consapevolezza di sé e dello spazio circostante che
il guerriero comprende perfettamente quando fa il suo ingresso nel pericoloso
campo in cui esercita la sua arte. Oggi il tessenjutsu viene ancora praticato da pochi esperti in Giappone,
mentre l’antico gumbai compare come complemento di specializzazione
nell’addestramento di antiche arti da combattimento come il karate, l’aikido e
il kendo. Non è solo negli aspetti tecnici che i vari sforzi richiesti dalle
discipline giapponesi tradizionali convergono. Dall’arte di disporre i fiori
alla cerimonia del tè e al tiro con l’arco, gli aspetti estetici, la
spiritualità e le motivazioni di queste arti apparentemente differenti
presentano una meravigliosa somiglianza.
Si ringaziano l'amico Salvatore Cava, Danila Migliarese, il Maestro Enzo Migliarese,
il Sindaco Pasquale Manfredi, lo staff Allievi dell'Associazione Karate Campana e l'arbitro Sandro Gaetano per la gentile collaborazione.
Carmine Petrungaro
Campanaelefante.com
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Danila Migliarese, si può dire, è l'orgoglio del Maestro Enzo Migliarese, Responsabile Tecnico del Karate, per la Calabria. Danila Migliarese ha raggiunto il "3° dan",
che nella gerarchia dei gradi delle cinture nere nelle arti del Karate, si suddivide in yudansha (grado del guerriero) e kodansha (grado della spiritualità), cioè in gradi di maestria tecnica e maestria spirituale. Per arrivare a questo livello ci vuole tanta autodisciplina e volontà mentale e fisica. Danila ci ha mostrato durante la serata del 18 Agosto il Kata del ventaglio "Tessenjutsu", cioè l'arte del combattimento del ventaglio...originario della città nipponica Okinawa, che vedremo nel video sottostante. Prima però, permetteteci di divagare ancora un po' sui ventagli: I ventaglli erano e sono ancora usati nelle grandi cerimonie o come ornamento. I ventagli giapponesi e cinesi sono
considerati da sempre esemplari di artigianato di una eleganza senza pari, ma
anche un’arma letale specializzata dell’epoca feudale dei grandi Shôgun. In Giappone il ventaglio, detto "tessen" in giapponese, era largamente impiegato da individui di tutte le
classi per gli usi più diversi, dall’agricoltura (per dividere riso, grano e
cereali) agli elementi di estetica nelle rappresentazioni teatrali, oppure nelle
arti come la danza e la poesia fino ad arrivare agli usi sociali. L'etichetta del tempo vietava di portare armi all'interno di abitazioni e
castelli, per cui i tessen venivano indossati dai samurai come parte
dell'abbigliamento, come era usanza fare con i ventagli normali, che avevano un
ruolo nelle buone regole della società giapponese. Venivano portati sia infilati
nell'obi (la cintura) o tenuti in mano e potevano essere utilizzati come difesa
improvvisata. Il ventaglio corrispondeva, infatti, anche ad un’arma letale
utilizzata non solo dai valorosi guerrieri bushi, ma anche dai membri di ogni
classe sociale giapponese.
o anche per sviluppare quella coordinazione generale necessaria nella
sofisticata strategia delle arti marziali giapponesi. La concentrazione
richiesta è, infatti, altissima: senza compiere un singolo movimento superfluo
occorre saper mostrare una consapevolezza di sé e dello spazio circostante che
il guerriero comprende perfettamente quando fa il suo ingresso nel pericoloso
campo in cui esercita la sua arte. Oggi il tessenjutsu viene ancora praticato da pochi esperti in Giappone,
mentre l’antico gumbai compare come complemento di specializzazione
nell’addestramento di antiche arti da combattimento come il karate, l’aikido e
il kendo. Non è solo negli aspetti tecnici che i vari sforzi richiesti dalle
discipline giapponesi tradizionali convergono. Dall’arte di disporre i fiori
alla cerimonia del tè e al tiro con l’arco, gli aspetti estetici, la
spiritualità e le motivazioni di queste arti apparentemente differenti
presentano una meravigliosa somiglianza.







