| Riflessioni sulla Politica di Oggi |
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| Scritto da Carmine Petrungaro e Carlo Grillo | |||||||
Riflessioni sulla Politica di Oggi - Cari amici, qualche giorno fà abbiamo festeggiato tutti la festa più importante della nostra Democrazia. La festa della Repubblica. Sono trascorsi oltre sessant'anni dal giorno in cui gli Italiani scelsero la Repubblica. Qualcuno tenta di rendere la res sempre meno publica e di farla diventare politicamente il suo monopoly e mercato privato, dove potersi servire a piacere e dettare legge per i propri scopi politici e comodità.
E' l'inizio del dispotismo di una certa borghesia politica, bancaria e
commerciale che ci sta guidando verso una forma di governo, dove
l'opposizione e i valori democratici non contano più nulla. Illudendoci di vivere ancora in una democrazia perfetta, non possiamo che pensare a Pericle, fondatore della democrazia, come forma governativa e a Platone e Aristotele, che all'interno del loro pensiero davano una particolare importanza alla Repubblica. Ma i nostri politici sono ben lontani dal pensiero nel quale i due filosofi avevano la visione di uno Stato ideale, dove vige una giustizia e politica perfetta. Ormai la politica è il mezzo per i propri scopi, per la propria megalomania, dove la vera causa, cioè il benessere dei cittadini, i valori morali e il perfetto stato democratico e liberale sono passati in seconda fila. Secondo il filosofo tedesco Immanuel Kant, la visione dello Stato democratico e liberale va in conflitto con un qualsiasi dispotismo
presente, anche paternalistico. Kant infatti dice, "un governo
paternalistico è il peggiore dispotismo che si possa immaginare, dato
che costringe i sudditi ad attendere che il capo dello Stato giudichi
solo mediante la sua bontà". Gli Italiani ne sanno qualcosa e per questo motivo non devono abbassare la guardia.
Proprio per questo la giornata della festa della Repubblica assume oggi
un valore altamente simbolico per ogni uomo di profondo spirito
democratico. Inoltre, da oggi si vota sia in Italia sia in tutta Europa per le europee e amministrative. Dobbiamo ragionare e riflettere bene sui personaggi e "policanti" che andiamo a votare e ai quali vogliamo affidare in futuro il nostro destino democratico e liberale, prima che la linea da seguire di qualche politico, diventi il motto a-morale "il fine giustifica i mezzi". A questo punto mi viene un'idea: perchè non abbattiamo quell'inutile obelisco, simbolo di potere, anche a Campana e innalziamo al suo posto una meravigliosa statua a Pericle, come per attaccamento ai valori della democrazia?
Carmine Petrungaro Riflessioni di Carlo Grillo - Le cose ormai sono sotto gli occhi di tutti. Noto (con triste sofferenza) che c'è un'accettazione, da parte della gente, di una condizione politica che affida le sorti del paese nelle mani di un "Capo". C'è stato (e c'è ancora) una grande confusione partitica... direi un vero e proprio "disordine". Un "Capo" in questi frangenti trova il suo terreno fertile... e si insedia con facilità! Ne abbiamo avuto un chiaro esempio (ma la storia insegna? Macchè !!!) con l'epoca giolittiana, in cui ci sono stati anni di grande liberalismo... si viveva in maniera troppo libertaria a modello dei cugini francesi (la belle epoque).. Ebbene, proprio quando la vita sociale e politica divenne insostenibile ecco "spuntare" dal nulla (o quasi) un "Capo" che promise ordine... una persona che credeva fermamente nel socialismo ma che intraprese una strada contraria... rivelandosi sbagliata. La strada della repressione, dell'anti-democrazia del totalitarismo. Gruppi di camice nere per la strada garantivano la sicurezza ai cittadini (ma quale?) intervenendo a colpi di manganellate ai primi sentori di illegalità. (Peccato che spesso sbagliavano obiettivi e menavano le persone inoffensive). Ne abbiamo avuto per un ventennio! Quello che dobbiamo scongiurare in questo momento è lo stesso rischio. Il PDL ha brutte intenzioni. Vuole governare a lungo... per un altro ventennio. Lo stesso Berlusconi ha dichiarato di essere in perfetta salute e che mira a raggiungere la veneranda età di 120 anni. Il popolo italiano è pecorone (come il "popolo asinuto" campanese riferitoci da Mons. Marino)... credo che si sia innescato lo stesso meccanismo di un gregge. Sono molto importanti gli esiti di queste ultime elezioni. Se crescerà il divario tra dx e sx a favore della dx .. allora cominciamo a prepararci al peggio. Ho risposto implicitamente alla tua domanda. I patrioti, i reduci combattenti, i padri costituendi... si stanno rivoltando nelle loro tombe. Ti dico l'ultima e poi chiudo. In Calabria c'è un cognome legato alla tradizione socialista più autentica: è MANCINI. Pietro Mancini fu il primo deputato calabrese in assoluto eletto nel 1948. Grande socialista. Il figlio Giacomo Mancini fu definito dalla stessa destra "un socialista di razza". Ha ricoperto più volte la carica di Ministro. Ultima quella dei lavori pubblici... a lui si deve la realizzazione della SA/RC... progettata sull'antico tracciato della vecchia Via Popilia romana. Il nipote omonimo Giacomo Mancini Junior dopo essere stato eletto deputato come socialista e dopo aver operato per alcuni anni... pochi mesi fa è passato con Berlusconi. Il MITO Mancini è crollato in tutta la comunità cosentina. E con Mancini l'ideologia socialista. Carlo Grillo
Libro consigliato:
Pericle. L'inventore della democrazia - "Il nostro sistema politico non si propone di imitare le leggi di altri
popoli: noi non copiamo nessuno, piuttosto siamo noi a costituire un
modello per gli altri. Si chiama democrazia, poiché nell'amministrare
si qualifica non rispetto ai pochi, ma alla maggioranza." Sono pochi
gli uomini che hanno dato il proprio nome a un momento della Storia.
Pericle, gigantesca figura consegnata da Plutarco ai posteri come
inventore della democrazia ateniese il modello di governo che avrebbe
plasmato il mondo occidentale -, è tra questi. Per comprendere come e
perché gli siano stati attribuiti un ruolo e un'importanza tanto fuori
dall'ordinario, Claude Mossé ricostruisce vita e battaglie di Pericle,
ritraendole nel quadro complesso di una giovane città emergente nel
momento in cui stava rapidamente raggiungendo l'apice del proprio
splendore e della propria potenza.
Il discorso di Pericle agli Ateniesi, fatto attorno al 463 a.C. le cui parole hanno ancora una sorprendente attualità, mostra più spirito civile e democratico rispetto ai discorsi farfugliati nei comizi da alcuni politicanti di oggi.
"Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. Qui ad Atene noi facciamo così. Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così."
A cura di Campanaelefante.com Se sei davvero una persona dai valori e spirito democratici,
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