Home arrow Notizie arrow Ultime arrow NATALE: RISCOPRIRE IL DESIDERIO DI DIO  
lunedì 27 marzo 2017
Firma il Guestbook
Benvenuti
benvenuti2 bienvenue2 welcome2 willkommen2 bienvenidos2
Menu principale
Home
L'Autore del Portale
Lo Staff Campanaelefante
Collabora anche tu
Contattaci
Guestbook
Avvisi agli utenti
Collegamenti web
Fotogallery
Videogallery
Cerca
Download
Utenti - Total Users
349 Registrati
Utenti Online
Abbiamo 4 visitatori online

Visitor Stats
NATALE: RISCOPRIRE IL DESIDERIO DI DIO E-mail
Scritto da Mons. Luigi Renzo   
mons.-luigi-renzoNATALE: RISCOPRIRE IL DESIDERIO DI DIO - Quando il Padre creò l’uomo lo immaginò simile a Lui, ossia una creatura che, uscita dal suo cuore, gli assomigliasse e fosse per Lui come un figlio. Invece le cose andarono diversamente perché da subito l’uomo, annebbiato dalla sua falsa libertà, preferì se stesso divenendo figlio senza padre, auto-creandosi una vita insopportabile per sé e per gli altri. Nato da un atto di amore di Dio, fatto per respirare l’infinito, finì nel vicolo cieco dell’egoismo, della violenza, della tracotanza, della non-vita.
 
Gesù nascendo da Maria a Betlemme ci riapre, però, la porta di casa e ci offre la possibilità di tornare ad essere pienamente figli: ci chiede solo un “sì” deciso per uscire dal tunnel della morte e lasciarci abbracciare dalla divina misericordia; ci chiede di desiderare intensamente di tornare a Dio senza tentennamenti. Non ci sono situazioni, per quanto gravi, di sofferenza, di delinquenza, di malaffare, di morte dell’anima in cui Dio non possa entrare con la sua paterna misericordia e trovare rimedio. Il Bambino che nasce, col suo sorriso e lo sgambettare innocente, ce ne offre l’opportunità concreta. Il Natale, quindi, è un’occasione straordinaria per ricominciare una vita nuova facendoci prendere e portare per mano da Gesù. L’Anno della fede, in cui siamo entrati da qualche mese, permette di lasciarci ancor più illuminare e guardare dal “Sole invitto”, che è Gesù, apparso sulla terra, e di lasciarci avvolgere in questo grande miracolo: Dio si è avvicinato all’uomo, si rivela e si fa conoscere a lui, desideroso di incontrarlo e di comunicare a tu per tu con lui, in un rapporto di amore totale. Dio con la sua grazia illumina la ragione, apre orizzonti, spinge ad uscire dalle assuefazioni e dall’abitudine al male. Non possiamo contentarci dell’ovvio. L’uomo è “cercatore dell’Assoluto”, è fatto per gli alti gridi, per i grandi ideali, non per strisciare per terra. Il Santo Natale viene a ricordarci e a farci vivere questo dono. Viene ad insegnarci una sorta di “pedagogia del desiderio”, in grado di infiammarci e di spingerci verso un cammino di autentica umanità e di autentico senso religioso. Ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica che “Il desiderio di Dio è iscritto nel cuore dell’uomo perché l’uomo è stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirare a sé l’uomo, il quale, in Dio soltanto troverà verità e felicità”. (n. 27)
   
Cosa può davvero saziare il cuore dell’uomo? Cosa desideriamo veramente? Cosa c’è nell’intimo dell’uomo? Il sogno di un lavoro che manca, la pena di veder chiudere tante aziende con i conseguenti licenziamenti, le famiglie a corto di reddito, i giovani che pensano ad un futuro che non si prospetta, sono aspetti che deprimono l’esistenza ed uccidono la speranza. Quanti disagi! quante sofferenze! Eppure malgrado tutto, ci comportiamo come se ciò non ci toccasse, non ci appartenesse, sprecando anche quel poco che ci resta. Abbiamo bisogno tutti di ravvederci, rientrare in noi stessi e di uscire dalla mediocrità. Gesù dalla povertà della sua culla viene a farci sentire la sua solidarietà, a provocare nei cuori il desiderio di cose nuove, di cose vere; viene a sollecitare il desiderio del ritorno alla casa dell’Amore, senza assuefarci alle situazioni negative che ci circondano. Il desiderio di tornare presuppone chiaramente in ciascuno la coscienza di voler uscire dalle precarietà negative che ci appesantiscono per affidarci al Santo Bambino, certi che tutto sarà risanato.
   
Mi piace, fratelli carissimi, guardare al Natale come al momento propizio per riprendere a gustare il senso bello della vita, per ravvivare il desiderio del bene, per riconciliarci col prezioso dono della fede che abbiamo ricevuto e che forse sta perdendo il mordente necessario. Dio deve tornare ad essere importante e significativo nei nostri comportamenti, uscendo, come ci esorta il S. Padre Benedetto XVI, da “quell’ateismo pratico” che rende irrilevante, inutile e dannosa la nostra stessa appartenenza religiosa. Occorre che ognuno trovi “il giusto percorso per accedere alla porta della fede” (cf. Porta fidei, n. 7). Dio deve rientrare proficuamente nella vita di ciascuno e particolarmente nelle famiglie. Qui si imparano i primi elementi di dottrina cristiana, qui si fa la prima esperienza di fede, qui si trasmettono i valori e gli ideali civili e religiosi. Al contrario oggi le famiglie sono spesso luoghi di violenza contro i più deboli, luoghi dove si respira vendetta ed ogni sorta di male. Da luoghi educativi privilegiati si trasformano nel contrario per colpa di noi adulti. La famiglia, ci insegna Benedetto XVI, “deve essere un ambiente in cui si impara a stare insieme, a ricomporre i contrasti nel dialogo reciproco, a comprendersi e ad amarsi, per essere un segno, l’uno per l’altro, dell’amore misericordioso di Dio”. (cf. Udienza generale in Piazza S. Pietro, 28 novembre 2012)

Il Natale, allora, sarà un sincero incontro con Gesù se ci aiuterà a spogliarci di ogni egoismo per riscoprire il desiderio di Dio che si fa uomo tramite il Figlio al fine di riportare  tutti noi alla dignità di figli di Dio, eredi del mondo futuro, dove ogni lacrima sarà asciugata ed ogni sofferenza sarà guarita. “Colui che i cieli non possono contenere” si è fatto vicino: Dio si è fatto uno di noi per insegnarci ad amare e così diventare tutti operatori di pace. Scrive S. Leone Magno che “Se noi ci appelliamo alla inesprimibile condiscendenza della divina misericordia che ha indotto il Creatore degli uomini a farsi uomo, essa ci eleverà alla natura di Colui che noi adoriamo nella nostra”. (cf. Sermone 8 sul Natale).
   
Apri, Signore, i cuori dei tuoi fedeli perché possano accogliere il tuo Figlio Gesù; aiutaci a mettere la nostra vita davanti a Te, come ha fatto Maria di Nazaret. Amen”.
 
Auguri di bene e di gioia grande a tutti. Buon Natale.
 
Mileto, 2 dicembre 2012, I di Avvento
 
+   LUIGI RENZO
 

A cura di Carmine F. Petrungaro
Campanaelefante.com
 
Commenti
Nuovo Cerca
Commenta
Nome:
Email:
 
Titolo:
UBBCode:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:):grin;)8):p:roll:eek:upset:zzz:sigh:?:cry
:(:x
 
Please input the anti-spam code that you can read in the image.

3.25 Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >
Storia di Campana
storia_di_campana
L'Elefante di Campana
campanaelefante
Vocabolario Campanese
vocabolario_campanese
Arte & Cultura Campanese
Didattica
didattica
La Campana d'Oro
premio_campana_doro
La Banda Musicale
banda_musicale_2
Libri
libri
Premio Web Master
premio_webmaster_campanaelefante