Intervista all'Artista Rosalba Grillo
Scritto da Carmine F. Petrungaro   
rosalba Care amiche e amici, ho avuto il piacere di intervistare Rosalba Grillo che si è rivelata una persona molto cordiale e affabile. Rosalba Grillo, una giovane artista campanese, una donna dinamica, dallo spirito contemporaneo, e di una creatività e originalità davvero ineccepibili. Le sue opere possono essere definite appartenenti all’arte figurativa astratta e a quella dell’espressionismo moderno. Le opere ci risultano complesse e allo stesso tempo vivaci, nelle quali, come due mondi antagonisti si scontrano i colori freddi con quelli caldi. Infatti in loro si può notare anche una certa sfumatura di vivacità, calore, tristezza, allegria, malinconia, aggressività, tranquillità ed erotismo... La carica suggestiva ed emotiva è forte. Abbiamo la sensazione di osservare un mondo sospeso, ma allo stesso tempo vivace, che vuole soprattutto comunicare e non solo mostrare. Vari soggetti circondati da un ambiente in sintonia oppure in contrasto, i cui risultati e messaggi richiedono di essere proiettati verso una sfera conscia, molto sensibile e attenta, per essere decifrati...

siparioCiò non è cosa semplice se non si conosce almeno l’artista, la persona, la donna che ne racchiude l’essenza del suo pensiero. E’ risaputo che l’arte in genere è definita come un vero linguaggio. Infatti l’arte figurativa non è l’unico modo che Rosalba usa per comunicare con il mondo. L’altra sua grande passione è la danza, quella meridionale, quella dei ritmi del Sud, dalla quale Rosalba trae ispirazione anche per la pittura.

Intervista:

-Rosalba, parlami un po' della tua vita: raccontami dei tuoi progetti a breve scadenza e dei progetti per il futuro e di cosa fai attualmente, dove vivi, che professione svolgi, matrimonio ecc...?
-Per quanto riguarda i miei progetti, direi che ne ho vari in corso di ideazione e realizzazione, anche se non pianifico mai la mia vita, quindi tutto ciò che essa mi offre di positivo cerco di coglierlo al volo, al fine di renderlo reale. Preferisco quindi non rispondere riguardo a i progetti immediati e per il futuro, sicuramente ho voglia di farmi conoscere, almeno attraverso le mie immagini espresse attraverso la pittura. Attualmente vivo a Salerno, ho tanti amici e studio tecniche erboristiche, il matrimonio….NO COMMENT.

-Cosa ti ha portato ad avvicinarti alla pittura... hai frequentato dei corsi? Dipingevi e disegnavi già da bambina?
-E’ capitato a tutti di guardare un tramonto sul mare e vedere un enorme sfera infuocata rossa che si immerge nel blu del mare.!!!! Qualche anno fa ero con un mio caro amico (Giuseppe Casacchia), mio Maestro, il quale mi disse “guarda oltre Rò e cogline la pienezza dei colori e delle forme”.Non era solo il rosso del sole e il blu del mare ma un’ infinità di colori che si trasformavano a partire da ogni angolazione da cui venivano guardati. Fu un periodo intenso dove scoprii che dipingere era un modo per rilassarmi, poi una serie di coincidenze mi portarono a dedicarmici, mi lasciai affascinare da tele e colori e iniziai il mio cammino pittorico. Ricordo che per il mio primo quadro mi feci prestare pennelli, colori e usai un pezzo di legno trovato per strada. Fui cosi meravigliata e soddisfatta che non mi sembrava neanche vero che quel dipinto era frutto della mia mente. Per quanto riguarda corsi specifici, non ne ho mai frequentato nessuno, anzi, a dire il vero, in secondo liceo fui rimandata in disegno e storia dell’arte. Da bambina disegnavo e coloravo come tutti i bambini ma ricordo che mi è sempre piaciuto particolarmente disegnare, era già da allora un modo per comunicare qualcosa, spesso già da allora erano stati d’animo rappresentati attraverso volti .
 
-Che tecniche usi e di quali materiali ti avvali, ad es. acrilici, gesso, olio, polveri varie, spazzolini, pennelli, spatole ecc...?
-Non uso tecniche specifiche, in genere preferisco l’olio su tela ma uso anche materiali al momento, sperimento quello che capita: olio su fogli di cotone, tempere o ancora vernici per il vetro, a volte singolarmente, a volte mischiando. Non uso quasi mai le spatole, solo raramente. In definitiva i miei quadri non seguono tecniche specifiche e complesse ma sono veramente un caos ispirato, d’altronde i miei quadri sono un caos.
 
-Cosa ti entusiasma a completamento di una tua tela? Ti ispiri a qualche artista oppure ti lasci travolgere dalla creatività spontanea che nasce dalla tua quotidianità? Quale dei tuoi stati d´animo è un fattore importante per iniziare un´opera?
-Non so se i miei quadri sono del tutto completi, quando li guardo sembra che manchi sempre qualcosa e come se le immagini non riuscissero in todo a tirare fuori il loro movimento e la loro energia. Non mi ispiro a nessuno in particolare e non sempre la quotidianità mi coinvolge più di tanto. Sono rari quei momenti per dipingere, che si riescono a cogliere pienamente. Da quando ho questa passione leggo libri di pittura e  mi ha colpito molto la pittura di Frida Kahlo, una pittrice messicana, ma non mi ispiro a lei, anche se dai numerosi commenti ricevuti durante le mie mostre, si capta che chi guarda l’opera rivede molto l’influenza di Frida.Per quando riguarda lo stato d’animo, non è facile esprimerlo ma ci sono due frasi che mi accompagnano sempre. Diceva Nietzsche:”Bisogna avere un caos dentro per generare una stella danzante”. Poi un’altra ancora, di cui non ricordo l’autore :”La serenità sta nell’inquietudine”.
 
-In media quanto tempo impieghi a completare un´opera? Quando ne inizi una, continui tutti i giorni a lavorarci oppure lo fai dipendere dal tuo stato d´animo?
-Non ho tempi per completare un quadro, in genere però quando inizio non mi lascio distrarre da altro. Mi creo la mia dimensione e mi immergo in essa finchè non credo sia completato.
 
-Nelle tue tele traspare una strana visione del corpo femminile: le donne sono spesso nude e con la pelle di colori atipici - quale è il messaggio e in che rapporto sta con il corpo femminile e in generale con l'erotismo?
-I miei quadri non portano titoli perché in ognuno di loro è racchiuso un piccolo stato d’animo appartenente al mio esistere. Non so spiegare bene il perché delle donne, il soggetto femminile è predominante. Dovrebbe esserci anche quel lato maschile che forse non tutti riescono a cogliere!!!
 
-I tuoi dipinti raffigurano quasi sempre soggetti femminili. Si potrebbe pensare che come artista prediligi solo tali, per dare volutamente una centralità alle donne?
-La mia volontà non è quella femminista di dare centralità alle donne ma sono soggetti che ho sempre ritratto spontaneamente nelle mie fasi d’ispirazione, non sottraendomi, tuttavia, alla rappresentazione di corpi maschili.
 
-Quante mostre hai già fatto e quali erano quelle più importanti?
-Ho fatto poche mostre ma più che altro ho fatto tante esposizioni in bar o circoletti privati e diciamo che sono quelle che preferisco. Non mi piacciono quelle mostre troppo vistose e non mi piace nemmeno tanta gente, preferisco luoghi ristretti, luoghi di nicchia. Non esiste una mostra più importante e una meno importante, hanno tutte il loro fascino e la loro importanza.
 
-Com’è il tuo rapporto con il pubblico, con quello italiano e quello campanese? I tuoi dipinti vengono subito compresi e apprezzati oppure c'è una certa ostilità? Quale è la critica più strana che hai mai ricevuto e in quali ambienti sono molto apprezzati?
-Cerco di essere sempre me stessa non mi lascio intimidire dal pubblico, anzi mi lascio spesso coinvolgere, diciamo che è un rapporto spumeggiante. I miei dipinti non vengono mai interpretati secondo la loro natura, non ci sono ostilità da parte dell’osservatore ma molte critiche costruttive, che sono sempre bene accette in quanto fanno crescere. Non so cosa intendi per critiche o commenti strani ma ne ho ricevuti diversi e belli...

Te ne cito qualcuno:

-Cara Rosalba non ho gli strumenti culturali per dare giudizi tecnici sui tuoi quadri. Io so solo quello che ho visto ed ho visto la tua arte vibrare in una minuscola stanza; ho visto angoscia e speranza. Ho visto quegli occhi, i tuoi occhi ripetersi in mille espressioni su queste tre mura. Rose ed occhi, mani e sangue! Sono orgoglioso di averti incontrata….contento di nuotare tra tele e fogli, tra lacrime e sorrisi. Baci Livio Apicella
 
-Scrivo seguendo le sensazioni sprigionate dai tuoi quadri….oppressione, ricerca, fuga, sembra che i tuoi quadri marcino gridando slogan di giustizia, di verità è realtà sempre tenute prigioniere, può mancare un pò di tecnica…non me ne volere…ma complimenti per quello che hai potuto trasmetter in bene o in male. Il quadro deve lasciarmi un messaggio…per me sono interessanti .Tek.
 
-Espressione anomala, atipica, e per questo “quasi” autentica di una sensibilità. Stella
 
-I tuoi quadri sono l’espressione del nulla che ci avvolge, la conferma della nostra misera esistenza, l’autocoscienza della grandezza e della creatività del genere umano, la consapevolezza che una luce in penombra ma vivissima illumina la nostra via verso la disperazione…..scusa la sconnessione e la forte contraddizione ma i tuoi quadri questo mi ispirano (cmq sono belli)…Rosalia
 
-per quando riguarda i tuoi quadri…diciamo che sono un po’ bui e poco cromatici…ecco direi perfettamente in linea con le nostre divagazioni un po’ pessimistiche e angosciate….occhi sul mondo, occhi nel mondo. Graziella
 
-L’arte fa sognare, ti rapisce portandoti spesso in “luoghi incantevoli e fantastici”, bhe!!!! Non fanno rimpiangere il colore…buio colorato. Francesco & l’Amica.
 
...Come puoi leggere sono varie le impressioni di chi cerca di cogliere qualcosa dai miei quadri. Sai, la luce dei miei quadri svanisce dinnanzi agli occhi dell’indifferenza. Spesso l’anima dei mie quadri è temuta dall’osservatore. Una sensazione forte questa che mi capita di osservare in alcuni sguardi, forse in quegli sguardi che….
 
-Parlando di pittura, ma anche di danza: secondo te, hanno qualcosa in comune queste due passioni e attività?
-Per me l’unica cosa che le accomuna è la stessa passione nell’esprimerle entrambe, anche se artisticamente sono  diverse.
 
-Cosa ti ha spinto e da quando ti sei appassionata alla danza? E´ iniziato tutto con i Calabria Logos? Perché proprio le pizziche e i ritmi del Sud?
-Il ritmo è un qualcosa di innato, quando una cosa ti piace farla ti impegni con tutto il tuo corpo per tirarla fuori e se poi ti lasci appassionare e come una giostra che può farti girare forte, facendoti a volte perdere, a volte ritrovare, il centro della tua dimensione. Ho sempre ballato da piccola, mi sono sempre lasciata trasportare dalle vibrazioni della musica di qualunque natura essa sia, ho un buon maestro e ottimo cavaliere, l’unico col quale la sintonia è eccellente, il mio Papà , è a lui che devo questa passione. I Calabria Logos arricchiscono sempre di più il bagaglio che porto sempre con me. Tutti i balli hanno il loro fascino ma le pizziche e i balli del sud hanno qualcosa di magico….di mistico.
 
-Dedichi il tuo tempo alla danza solo in occasioni particolari e ai concerti di Calabria Logos? Frequenti delle scuole particolari?
-Può sembrare una frase fatta ma la mia scuola è la strada, andando in giro per feste ho imparato tante culture, balli di corteggiamenti, eleganti, sensuali, frenetici ……dedico tanto tempo alle mie passioni.
 

-Credi che la danza abbia contribuito ad arricchire il tuo bagaglio di femminilità nel corso del tempo?
-La mia femminilità non è molto evidente ma la danza l’ha resa più suadente, proprio per il fascino del movimento del corpo che a ritmo di musica scandisce un ritmo, che tocca l’anima.

-Quando danzi, è importante per te esprimere la tua femminilità, oppure, in quell´attimo pensi solo alla nostra cultura meridionale e calabrese?
-Penso e sento solo la musica. Tutto quello che viene espresso è libero, io cerco di non pensare a nulla per questo è bello, diventa quasi uno sfogarsi….
 
-All´inizio avevi timore di danzare davanti ad un pubblico?
-...non posso avere paura del pubblico se è dal pubblico che imparo.
 
-Sappiamo che non è possibile parlare di una precisa data d'origine della danza meridionale e delle pizziche, perché sono espressioni e manifestazioni che appartengono a svariate culture del Sud Italia. Secondo te, quali radici ha la danza della pizzica?
-In quanto prodotti folclorici come tali viaggiano nell’ambito delle tradizioni orali. Ovviamente non è possibile risalire ad una data precisa di origine delle nostre danze.  E’ proprio la mancanza di documentazioni scritte che rende questi prodotti soggetti a varie ipotesi. Quella più accreditata vuole che i Saraceni, che intorno all’anno 1000 hanno invaso l’Italia meridionale, tra i molti segni del loro passaggio, abbiano lasciato questa forma musicale che va sotto il nome di pizzica con il “morso della tarantola” che ne è all’origine.
 
-Secondo te, la danza della pizzica si avvicina più alla sfera sacra o a quella erotica?  
-Nella pizzica, come nelle altre danze tradizionali, assistiamo ad alcune manifestazioni del     comportamento umano in cui compaiono rito e magia, la carica evocativa data dai  partecipanti alla danza mette l’uomo in comunicazione con una energia più grande: la  divinità (pizzica tarantata). Carattere sacro? Ti posso dire che alcune tarantelle nascono come antichi balli processionali. Attualmente però trovano espressione nella pratica popolare non più controllata dalla Chiesa. Il carattere erotico ci rimanda ai riti orgiastici di epoca ellenistica e tardo – romana. Oggigiorno, niente di tutto questo! La pizzica, come la tarantella è un modo per sentire vivo l’intimo legame con le antiche tradizioni con quella leggera presenza di sentimento, di passione e, perché no, di erotismo (pizzica de core).
 
-È più impegnativa la danza o la pittura? Quale delle due arti richiede più dedizione?
-Entrambe richiedono tempo e la giusta dedizione.
 
-Che rapporto hai con i Calabria Logos?
-Sono contenta di aver incrociato la loro strada e ancora più contenta di camminare fianco a fianco con tutti loro.
 
-Hai mai pensato di scrivere un´autobiografia e un libro sulle tue vocazioni artistiche?
-Penso che ancora sia troppo presto per poter scrivere un autobiografia. Ho ancora tante cose da vivere!
 
-Cosa pensi di Campana, della sua cultura, la sua gente e del suo futuro? Quale messaggio e consiglio daresti ai giovani campanesi?
-Campana è il mio dolce paesello, lo porto sempre con me, nei pensieri e nel cuore, non mi sento di dare né consigli né di fare commenti né di immaginarmene il futuro….
 

Un sentito ringraziamento a Rasalba Grillo per la sua gentile disponibilità e cortesia. Gli auguriamo un futuro magico,  emozionante e tanta energia per le sue danze e pizziche meridionali...

Carmine F. Petrungaro

Campanaelefante.com (©)

Vai alla pinacoteca di Rosalba Grillo, clicca quà: Pinacoteca

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